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TEXT CACHED
Gli effetti li trova in cronaca nera, che spesso passa prima per la cronaca rosa, come nel caso di Medea: morti, omicidi, violenze…Gli idoli blasfemi ancora vogliono essere placati con robuste libagioni di sangue immacolato; basti pensare alle associazioni di orchi che di giorno in giorno vengono scoperte dalla polizia, e ci fa tremare il pensiero che siano solo poche punte che emergono dal pantano.
Che c’è? Che cos… – Guarda! *** Dopo pochi giorni, avendo finalmente scoperto perché il suo brodo aveva recentemente acqui-stato quel sapore così ricco, la signora * disperdeva affettuose lacrime alla memoria della buon’anima dello zio Carmelo morto per la caduta fatale nella gebbia : – Ah, povero zio, non ce l’ho più con lui….
Speaker's Corner
Poi si domò: attentamente si osservò fissando gli occhi su quelli del sosia soggiogato dentro il cristallo, si guardò di profilo, anzi si guardò da tutti e due i profili, fece qualche passo indietro, ritornò in avanti, indietreggiò ancora ancheggiando, riavanzò con le movenze di un modello dei cataloghi di vestiario di vendita per corrispondenza, concepì qualche piroetta, danzò brevemente elaborando alcuni inverosimili movimenti perversi, mimò oscene manovre, infine, quando raggiunse qualcosa che doveva essere come un orgasmo psichico, si pietrificò.
Ma certi ignoranti farebbero bene a consultare per bene tutte le fonti; prenda ad esempio la nota e antichissima fiaba di Esopo…” Mi trova sempre impreparato, eccellenza… “Quella secondo cui fu proprio quel bellimbusto di Prometeo a costruire gli uomini: questo fu l’incarico che io gli diedi, e lui cosa fece? Fece più bestie che esseri umani, e poi si divertì a mascherare buona parte di queste con delle sembianze umane, cosicché ancora oggi, al di là delle apparenze, non sappiamo se chi ci sta davanti è un uomo o una bestia: ecco, questo è Prometeo, ‘colui che amava gli uomini’! Sa perché ho deciso di punirlo? Perché già me lo vedevo sbellicarsi dalle risate mentre guardava i mortali incendiare il mondo intero usando scriteriatamente il suo bel regalo! Quando penso all’uso “costruttivo” che quegli stessi mortali hanno fatto delle scoperte scientifiche nel corso dei secoli, mi é impossibile non vederci dietro il suo zampino.
Poi, dopo due o tre secondi arrivava il fragore del tuono e l’orecchio poteva mettersi d’accordo con quello che l’occhio aveva ben visto.
Una tempesta di primavera, formata da splendidi cumuli – nubi bianche, madreperlacee, tondeggianti, dalle curve ampollose e tornite come giganteschi zuccheri filati – andava invadendo lentamente l’orizzonte con l’accompagnamento delle sue salve elettriche.
Lo sputo di un piazzista di scope-bagnarole-carabattole e materassi modello “Quannu passa ’ron Giuvannìnu si ’ròmme ’na maravìgghia” – durante il suo effimero volo dall’ape – si disseccò prima ancora di toccare terra.
*** – Oh, non gli saltò in mente, – così riprese coraggiosamente contezza l’Incardona delle proprie responsabilità – all’improvviso, di spogliarsi nudo e rimestarsi nella fanghiglia che la pioggia battente produceva nel giardino? Noi lo seguivamo preoccupati, ansiosi di contenere il suo tormento entro limiti di sopportabili deturpazioni fisiche… lo agguantavamo in un angolo, e quell’infelice subito sfuggiva alla presa, immelmato com’era; lo incalzavamo gettandogli secchiate d’acqua gelida, costringendolo tra le siepi, e quello, furbo e imbrattato, sgusciava con un agilità che mai si indovinerebbe in un corpo deforme di creatura obesa; cercavamo di serrarlo percuotendolo con le sedie, con le scope, con quanti oggetti potessimo usare a mò di baionetta per ridurlo all’impotenza in una infossatura, e quello, sempre meglio impratichito alla guerriglia, mostro infuriato reso folle dai combattimenti precedenti, ci ricacciava stordendoci con ruggiti potenti, con latrati agghiaccianti, urla orribili che ormai più nulla conservavano di umano.
Tuttavia, finanche depurata dalla feccia dell’amplificazione sostenuta dal personaggio Mezzasalma, la motivazione dell’urlo – “che nulla aveva d’umano! ” – tuonato all’interno della gebbia sussi-steva in tutta la sua perspicuità: – Ahhh! Currìte! Currìte! La signora *, che nel terrore mai domo d’imparare qualcosa di nuovo, s’era fatta, ad ogni buon conto, una regola anteriore ad ogni nuova esperienza, sospirò tristemente al marito: – Oh Dio, oh Dio mio! Ecco, lo sapevo! I carabinieri in casa nostra! Che vergogna! Presto, vai a vedere… Qui l’Autore deve ammettere che gli mancano le espressioni adatte per dare un’idea dello sgo-mento e della costernazione che ghermirono il signor * sopraggiunto presso la gebbia scoperchiata.
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